Gli aspetti che in questa sede più ci interessano sull'evento-parto sono quelli riconducibili al fenomeno DOLORE.

PARTO e DOLORE
Nella nostra cultura la Bibbia ci ha tramandato la condanna divina con la maledizione “Tu, donna, partorirai con dolore”.
Questo ci dimostra quanto sia antico il connubio parto-sofferenza che da sempre ha accompagnato la vita delle donne.
La condanna biblica ha posto quindi il dolore stesso alla base della creazione con le caratteristiche di purificazione, riabilitazione e redenzione. Alla luce di questo condizionamento, la sofferenza era storicamente accettata come evento ineluttabile, nonchè necessario e l’assistenza alla partoriente si limitava al semplice sostegno umano.

Come definire il dolore?
Com’è noto, se una parte del nostro corpo viene fortemente tirata, compressa o lacerata, noi proviamo il sintomo dolore; questo fenomeno è legato al fatto che gli organi ed i sistemi sono ricchissimi di recettori che ricevono il segnale comportandosi come vere e proprie antenne. Questo segnale arriva al Sistema Nervoso Centrale, poi compie un lungo viaggio attraverso le fibre nervose e viene gradualmente elaborato da una serie di "centraline", e giunge infine al Talamo da dove viene poi diramato verso zone più raffinate del cervello che lo analizzano e lo memorizzano.

Il dolore è soggettivo?
La struttura cerebrale è in grado di contenere, controllare e modulare il dolore attraverso la produzione di analgesici naturali; quindi il dolore non è un fenomeno oggettivo, uguale per tutti, ma una caratteristica unica ed irripetibile per ogni individuo.
La personalità influenza il grado e il tipo di sofferenza umana e può a sua volta esserne influenzata, così come fattori culturali, sociali, etnici, religiosi e familiari influenzano la nostra reazione allo stimolo doloroso.

Il dolore è influenzato dall'attenzione e dall'ansia ?
L’attenzione gioca un ruolo rilevante nella percezione del dolore. L’aumento dell’attenzione verso lo stimolo doloroso, infatti, determina un incremento dell’ansia; lo stato ansioso induce, a sua volta, un ulteriore aumento dell’attenzione stessa, che si traduce in una nuova intensificazione della sofferenza e dello stato ansioso. E' come un esplosivo processo a catena che si autoalimenta continuamente.

Come vincere il dolore?
Uno degli scopi primari della Medicina è sempre stato quello di lottare contro la sofferenza per eliminarla o almeno per ridurla, ma è solo dalla metà del 19° secolo, che la medicina si è impegnata per cercare di lenire il dolore del parto, sia mediante anestetici sia mediante approcci di tipo psicoterapeutico.

PARTO e IPNOSI
In un travaglio normale le contrazioni dell’utero, proprio perché fisiologiche, non dovrebbero provocare sofferenza; la paura invece condiziona fortemente la reazione personale alle contrazioni, perchè timore ed ansia hanno la capacità di influenzare pesantemente il sistema neurovegetativo.
La conseguenza più rilevante di quest'interferenza è rappresentata da fenomeni di spasmo muscolare che interessano il collo uterino: la cervice, invece di cedere alla dilatazione, oppone un'esagerata resistenza.
Tutta la muscolatura corporea è coinvolta da contratture a base ansiosa; in particolare la contrazione spasmodica dei muscoli del perineo e della vagina, oltre a provocare dolore, rallenta la discesa e la progressione del bambino nel canale del parto.

La preparazione al parto mediante l’ipnosi, anzi l’autoipnosi, rappresenta quindi il migliore sistema per rompere il circolo vizioso "ansia-dolore-ansia", riducendo in modo evidente il rischio di danni materni ma soprattutto fetali.
Mediante la tecnica ipnotica non si annulla il dolore ma la sofferenza; la sensazione dolorosa, pur essendo presente, non arriva alla coscienza della partoriente. Se anche il segnale-dolore fosse percepito, ciò avverrebbe in maniera attenuata e comunque tollerabile.
Il dolore quindi esiste, ma non viene comunicato alla coscienza della donna che perciò non lo percepisce come tale.

In Italia l’uso dell’Ipnosi in Ostetricia ha ormai una storia di oltre 40 anni: la prima applicazione di questo metodo al parto per opera di G.P.Mosconi risale al 1957.

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