Ai bellissimi film di Hitchcock ed alla fantasia letteraria di molti autori si deve l’aura di mistero e di paura dell’ignoto che circonda l'Ipnosi.  Agli spettacoli dei ciarlatani, televisivi e di piazza, dobbiamo invece la confusione e gli aspetti più buffoneschi che tolgono credibilità ad uno strumento tanto serio.
E' per questo che generalmente si pensa all'ipnosi come a qualcosa che si avvicina più alla magia, alla stregoneria od alla farsa, piuttosto che ad una realtà scientifica.  

L'IPNOSI, tanto studiata e tanto complessa, può invece essere colta semplicemente come un processo composto da:

un soggetto che decide di andare in "trance
un ipnotista che accompagna il soggetto nella sua "trance"
uno strato di "trance" indotta 
un contenuto per la "trance"

E’ concezione largamente diffusa che si è coscienti quando si è molto presenti e vigili, mentre il sentire comune non prende in considerazione la possibilità che la coscienza possa avere gradazioni e colorazioni diverse, come, ad esempio i momenti del sonno, dell'attenzione ansiosa o dell'immersione totale nella lettura di un libro.
Tutti abbiamo sperimentato questi "stati di coscienza modificati".

In particolare ora ci interessa il momento che precede il sonno o "stato ipnagogico".
Questo stadio di passaggio dalla veglia al sonno non è sotto il diretto controllo della nostra coscienza, cioè è INVOLONTARIO. Esso varia nella sua durata: noi non sappiamo “come” farlo iniziare, non sappiamo “quando” ha spontaneamente inizio e non possiamo nemmeno stabilire “quando” finirà, dando infine spazio al sonno.
Questo periodo spontaneo e incontrollato può essere invece riprodotto e dilatato in particolari situazioni costruite appositamente.

Per specifiche necessità, con obiettivi chiari e ben definiti, lo stato ipnagogico, che in questo caso chiameremo “trance ipnotica”, può venire indotto deliberatamente ed è controllato mediante l’intervento esterno di una persona, preparata e qualificata per farlo: l'Ipnotista.
Pian piano quindi, con l’esercizio effettuato sotto la guida dell’ipnotista, il nostro corpo e la nostra mente imparano come modificare il proprio stato di coscienza ed entrare nello stadio di trance ipnotica in modo sempre più naturale e veloce.

Questo stato modificato, in cui il corpo è rilassato e piacevolmente abbandonato, generalmente ad occhi chiusi, è stato da sempre chiamato impropriamente “sonno ipnotico”, per la sua apparente somiglianza con il dormire. Questa caratteristica ha portato, nei secoli, a pensare che Ipnosi e sonno profondo siano la stessa cosa, ma la somiglianza tra i due stati è puramente esteriore.
Il soggetto che sperimenta l’Ipnosi raggiunge invece, senza dormire, uno stadio di rilassamento molto profondo, difficilmente ottenibile con altre tecniche. E’ inoltre essenziale sottolineare che un soggetto in ipnosi può allentare i rapporti con il mondo esterno e vivere una sua dimensione quasi onirica, di differenti gradi di profondità, senza perdere la propria individualità e volontà.

Per quale motivo allora l'Ipnosi è ancora in grado di incutere diffidenza o paura?
Proprio per la somiglianza con il sonno, che farebbe pensare erroneamente ad una perdita del controllo di se stessi e della propria individualità.

Il soggetto che "impara" ad andare in trance NON E' assolutamente succube dell'Ipnotista, bensì un suo COLLABORATORE.
L'Ipnotista non dirige e NON "METTE DENTRO" niente nel soggetto, anche se gli parla, bensì lo aiuta a ritrovare ed a tirar fuori quello che il soggetto possiede già e non sta usando appieno: tutte le sue risorse.

Non ci sono quindi imbrogli nè magie, nè sopprusi nell’ipnosi, ma solo collaborazione tra l’ipnotista ed il soggetto che vuol essere ipnotizzato. L’unico “trucco” sta nella cooperazione reciproca. Ciascuno di noi può imparare a scoprire come liberare il proprio emisfero cerebrale
destro (sede della nostra parte migliore, dell'emotività e della creatività), allentando volontariamente
il controllo, spesso troppo razionale e pessimista, dell’emisfero sinistro (quello della razionalità e della sorveglianza più vigile).
La capacità di collaborare e di entrare in sintonia, quindi, sono gli unici requisiti essenziali perché si realizzi quel piccolo miracolo chiamato Ipnosi.

Le applicazioni pratiche del raggiungimento di questo stato modificato di coscienza sono attualmente molte:

il controllo del dolore, per ottenere anestesie parziali o per assecondare il parto

l’applicazione sportiva, per migliorare e stabilizzare le prestazioni dell’atleta

l'area educativa, per incrementare e perfezionare la memoria e l'apprendimento

il campo creativo, per stimolare la creatività

la PSICOTERAPIA Ipnotica, il settore di impiego più importante ed esteso (disturbi d'ansia, depressione, traumi, fobie, dipendenze da alcol fumo e cibo, disfunzioni sessuali, ecc.....)

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